Pesci pettine fritti

4 pesci pettine, olio extravergine d'oliva, due limoni, sale

Lavare, pulire e asciugare i pesci, infarinarli e friggerli in olio bollente, sgocciolarli ben dorati e croccanti. Se si preferisce, prima di gettarli in padella, dare ad ognuno un colpo secco con il dorso del coltello poco prima della coda, in modo che la spina si spezzi e il pesce, cuocendo, si gonfi. Servirli accompagnati con mezzo limone.

 
Linguine al sugo del pesce pettine

per 4 persone:
5 pesci pettine;2 spicchi di aglio; preemolo; 8 pomodori pachino; peperoncino; olio; sale.

In un tegame, preferibile di terracotta, soffriggere l'aglio schiacciato in due cucchiai di olio di oliva. Appena rosolato si toglie l'aglio e si mettono i pomodori privi dei semi e si lasciano cuocere per 5 minuti. Si aggiungano i pesci pettine e un po' di acqua calda e si lascino cuocere per altri 10 minuti.
Estrarre i pesci e con l'ausilio di cucchiaio e forchetta togliere la lisca e rimettere nel tegame la polpa sminuzzata dei pesci. Salare e insaporire con un po'di peperoncino. Cuocere per altri 3 minuti.
Con il sughetto preparato condire le linguine spolverando la superficie con una manciata di prezzemolo.
 

il pesce nel suo ambiente

 
 

Ideata nel 1987 da Doruccio Buzzanca e Pietro La Face (la prima sagra si è svolta il 10 agosto del 1988 nell'ambito di una manifestazione comunale), è giunta alla 20^ edizione.
E' la Sagra del pettine di Marina di Caronia, pesce  pescato in abbondanza dai pescatori della borgata.
La notte tra il 10 e l'11 agosto di ogni anno, notte di San Lorenzo in cui si susseguono a ritmo incessante e ben visibile le stelle cadenti, tutto il pescato dei giorni antecedenti la sagra, viene offerto alla cittadinanza e ai presenti dopo essere stato fritto dagli stessi pescatori del luogo in enormi padelle ricolme d'olio, tra musica, vino e balli lisci che provocano nei partecipanti, solitamente numerosi, una incontenibile allegria.

 

pesce pettine

 
 

 
 
 
Il pesce pettine

Il pesce pettine (nome scientifico: xyrichthys novacula) è un Labride dal corpo molto schiacciato sui fianchi e con profilo della testa quasi verticale; la bocca è piccola, situata in basso e con due 2 denti acuti in ciascuna mascella, i denti inferiori sporgono anche quando il pesce ha la bocca chiusa.
La superficie del corpo è scivolosa: la livrea femminile è di color roseo, rossastro o giallastro, leggermente più scuro sul dorso, mentre le guance e l’opercolo sono striati trasversalmente di blu; quella maschile è verde-grigia; gli esemplari piccoli sono rosa.
Il pesce pettine è una specie ermafrodita proteroginica (inizialmente è femmina, successivamente a circa 17 cm di lunghezza avviene l’inversione sessuale); si riproduce in estate e vive circa 5 anni.
Solo in rari casi raggiunge i 25 cm di lunghezza, è più frequente attorno ai 15 centimetri.
Si nutre di molluschi (principalmente bivalvi e gasteropodi), echinodermi e di crostacei.
Quando si sente in pericolo si infossa rapidamente nella sabbia con il capo in avanti, scavando una buca profonda fino a 20 cm; passa in quel modo quasi tutto l’inverno.

 
Dove vive

Il pesce pettine è abbastanza comune alle Isole Eolie, lungo la costa calabra e siciliana; si trova solitamente su fondali sabbiosi e fangosi o coperti di vegetazione, a 15-35 metri di profondità.
In inverno scende a profondità maggiori.
È distribuito, oltre che in Mediterraneo, in Atlantico orientale ed occidentale; abita le coste atlantiche africane e penetra nelle acque dell’Egeo.

 
Come si pesca

Il pesce pettine si cattura con tremagli, sciabiche e abbocca facilmente anche alle lenze.
Quando il pescatore tenta di staccarlo dalla lenza può voltarsi di scatto per mordergli le mani e i sui denti sono così affilati che, per quanto piccoli, possono causare anche qualche fastidio.

 
Come si cucina

Il pesce pettine è una specie particolarmente apprezzata nel messinese, ha una carne bianca, compatta, di ottimo sapore.
Un modo in cui se ne suggerisce la cottura è fritto.
E' un pesce dalla carne assai delicata.
Per cucinarlo, occorre lavare, pulire e asciugare i pesci, infarinarli e friggerli in olio bollente, sgocciolarli ben dorati e croccanti.

 
Nome scientifico:
Xyrichthys novacula (Linneo, 1758)

Nomi dialettali:
pesce patene
spetacaturu
landrosa
surice
pescio razù
pecuriella.
 
 
 

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